04. Toponimi del Comune di Celle Ligure

a cura di

Furio Ciciliot, Francesco Murialdo, Giovanni Venturi

toponimicelleligure

Fond

Patrocinio: Comune di Celle Ligure, Fondazione Agostino Maria De Mari-Cassa di Risparmio di Savona.

Geografia del territorio comunale di Celle Ligure

Il territorio comunale di Celle Ligure confina attualmente con quelli di Albisola Superiore, Stella e Varazze, oltre al mare, ed ha una forma quasi triangolare. Ha una superficie di 9,62 Kmq, interamente collinare, suddivisa in otto corte valli, sfocianti nel mar Ligure, oltre alle due che segnano i confini con Albisola Superiore e con Varazze. Il rilievo più elevato è situato ad uno dei vertici del triangolo (bricco delle Forche, m 451 sul livello del mare) punto comune dei territori di Celle, Stella e Varazze.

Il principale corso d’acqua è il torrente Giaire, chiamato rio Sanda nella parte a monte. Da ponente a levante, troviamo il Carrara (confi­nario con il Comune di Albisola Superiore), il Fighetto, Presane, Lorio, Santa Brigida, Natta ed il Finale (confinario con Varazze). Il prin­cipale corso d’acqua della parte interna è il Remenone che sfocia nel Riabasco e segna parte del confine con Stella ed Albisola.

La linea divisoria con quest’ultimo comune è stata fonte di alcune diatribe locali, la più cruenta nel 1460, che sono state spesso ricomposte dal governo di Geno­va. La ricognizione della Repubblica del 1590 trova entrambi i comuni d’accordo sui nuovi assetti anche se Celle li riconoscerà definitiva­mente con sua delibera solamente del 1691. Ci sembra utile riproporne la descrizione:

e prima fra le confini di Celle e Varaze vi è un rivolo nominato confinale qual ha principio dove si dice bolla e corre per quasi obliqua linea al mare et da detta bolla tende detta giurisditione di Celle verso ponente per la costera sino dove si dice le tunelle alle confini della giurisditione della Stella. Ivi vi sono tre termini picoli di pietra quali si dice dividere le giurisdizioni della Stella, Varaze e Celle et per la medesima costera alle confini di detta giurisdizione della Stella tende sino dove si dice li Cerri, et da detto luoco detto li Cerri discende per una Valata verso ponente alle medesime confini di detta giurisdizione della Stella sino al princi­pio di un fossato nominato remeno e tende detto fossato sino alle confini della giurisdi­zione di Arbisola appresso un rivolo detto guardiola; et ivi ascendi per la costera del poggio detto anche guardiola sino alla somità di detta costera dove si dice fontana arbisa et per detta costera tende verso libeccio alle confini della giurisditione di Arbisola sino al principio d’uno ritano o fossatello nominato pegorile qual si distende dividendo dette giurisdizioni et entra in un fossato detto Carrara qual parimente divide detta giurisdizione di Celle dalla di Arbisola e tende a mezzogiorno sino al lito del mare di una spiagieta detta la spiaggia della madona de cha de carvi o vero il ritano de Carrara qual giurisdizione ossia finaggio di Celle a guisa quasi di Arco circonda per spacio di circa miglia cinque.

Il confine con Varazze è meglio indicato nella ricognizione effettuata due giorni prima dallo stes­so  podestà:

incomenza le fini de Celle et Varazze loco le Amelle già per costa e via nella quale le sono piantati termini de tre piccole pietre verso la marina loco la Seria (?) et li ha principio uno rivo o sia riale nominato confinalli quale descende et ha il suo fine in mare paese agregato  campille e boschille per millia tre incirca et finisce la fine di Celle.

Per quanto riguarda il confine con Albisola, una descrizione più precisa è compiuta il gior­no 9 giugno dello stesso anno 1590:

e passando il rittano di Remeno per contro li Castiglioni delli Ponetti li resta uno rittano nominato il rittano degli Scassi qualle ritta­no divide la fine di Albisola da quella di Celle.

E dalla cima di detto ritano chiamata Car­demei andando per costera persino allo pog­gio de Ronco Grande per sino dove principia il rittano di Carrera la costera divide detti fini di Albisola e di Celle. E dal principio di detto ritano per sino al litto del mare detto ritano divide de fini di Albisola e Celle. E dal loco chiamato il piano del Giogo persino al litto del mare dove finisce il detto rittano di Carrera li possion esser miglia diece incirca.

L’8 novembre 1639, il notaio Geronimo Scasso redige nella canonica di Celle l’atto di divisione della parrocchia di San Giorgio di Sanda con quella originaria di San Michele e ne indica i rispettivi confini che saranno poi ripresi quando Sanda diventerà, nel 1797 ma per pochi anni, comune autonomo.

Nel suo insieme il territorio comunale di Celle Ligure ha mantenuto fin dal XVI secolo una propria unità territoriale. Nei catasti del 1638 e 1798 vi sono descritti, con finalità fiscali, territori appartenenti a Gameragna (oggi in comune di Stella), Castagnabuona e l’Aspera (oggi sotto Varazze).

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Celle Ligure, circa 1910 (foto di Giovanni Celesia/Jan Neer)

In generale si utilizza per le varie suddivisioni amministrative il termine comarca, (ad esem­pio comarca di Càssisi, dei Brasi, della Costa, dei Ferrari, ecc…) che ritroveremo anche in settori meridionali della confinante Stella.

Il catasto del 1798 è stato redatto da cinque  o sei diverse mani, una delle quali utilizza negli orientamenti termini marittimi (greco, mae­stro, scirocco, ponente) e per i cognomi le denominazioni antiche o dialettali (Arechi, Scirombra ecc).

Nel Seicento e nel Settecento, il territorio di ponente dal confine di Albisola sino a Mezzalonga è chiamato Càssixi o Càssisi e solo un redattore riconosce Pegorile contrada a sé; mentre il territorio dalla Ravezza verso levante è chiamato Costa sino al confine con Varazze. I Piani fanno parte della Costa e non esiste ancora la Natta.

Una ultima curiosità riguarda il maggior possidente di Celle segnalato nei catasti, Bartolomeo Della Casa quondam Nicolò, che possiede beni a Celle per £ 89.404, a Sanda per £ 33.618 (e anche a Stella Gameragna per £ 17.405). Della Casa meriterebbe ulteriori approfondimenti; abitava in quella che oggi è chiamata casa Avogadro. Nel 1791 acquistò parte dei beni di Celle dai Lomellini e il 31 luglio 1814 sarà chiamato dal generale Bentinck a far parte del grande consiglio del governo provvisorio della Liguria assieme ad un altro cellasco, Giovanni Biale.

Principali emergenze archeologiche e monumentali

I rinvenimenti archeologici in comune di Celle Ligure sono limitati e sporadici. Uno dei siti potenzialmente più interessanti è il Castellaro (Càssisi) il cui toponimo potrebbe anche risalire all’epoca preromana. Anche il toponimo Arma (Pecorile) risulta, in ambito ligure, di solito associato a strutture naturali che potrebbero essere state utilizzate come ripari; tra l’altro nel catasto del Seicento, nella comarca di Càssisi, sono indicate alcune grotte.

L’origine del toponimo Celle in riferimento ad un insediamento monastico sembrerebbe confermato dalla prima citazione della località (1014, in loco et fundo Celle), una donazione contenuta in un diploma imperiale di Enrico IV in favore di Guglielmo di Volpiano, abate di Fruttuaria (San Benigno Canavese, To).

Gli insediamenti arroccati all’interno delle vallate di Celle potrebbero denunciare una organizzazione antica del territorio (Costa, Ferrari, Pecorile, ecc…) e sono già nominati nelle prime fonti storiche sistematiche locali conosciute (notai savonesi “Cumano”, 1178/88, ed “Uberto II”, 1214/15, vedi Tabelle 1 e 2).

L’attuale borgo marinaro di Celle ripete l’urbanistica degli insediamenti liguri, tra spiaggia e terreni coltivati, alla foce di un corso d’acqua. L’ampio arenile del paese fu ampiamente sfruttato per le costruzioni navali e per la pesca, risorse importanti per l’econo­mia locale.

Nel catasto seicentesco è indicato un numero limitato di attività produttive, tra cui alcune saponiere che sfruttano l’olio locale, mentre esistono numerosi i mulini ad acqua ed uno a vento. Numerosi sono i proprietari di imbar­cazioni ed è diffusa l’industria delle reti da pesca, già presente nel tardo medioevo. In ambito storico, sono ancora da segnalare altre attività produttive tradizionali come alcune fornaci ceramiche.

Le principali emergenze religiose del comune sono costituite dalle tre chiese parrocchiali di San Michele Arcangelo (titolo antico, consacrata nelle forme attuali nel 1645), di San Giorgio a Sanda (parrocchia autonoma dal 1640) e di Nostra Signora Assunta dei Piani di Celle, sorta in epoca recente in seguito ai nuovi insediamenti turistici: la prima pietra dell’edificio fu posta nel 1955. Oltre alle dette parrocchiali, sono presenti nel territorio comunale alcune cappelle ed oratori a servizio degli insediamenti minori e risalenti soprattutto al XVII secolo.

In territorio di Celle sono conservate alcune strutture fortificate sorte in seguito al timore di invasioni barbaresche che, proprio a Celle, furono particolarmente sanguinose, in particolare nel XVI secolo. Per il particolare interesse si ricordano due ville fortificate (a Lorio ed a Càssisi, costruite sull’unica strada carrabile) ed alcune torri nei pressi di Sanda.

Altri monumenti andarono distrutti per l’ampliamento della strada costiera (cappella di San Sebastiano) o per eventi bellici riconducibili alla seconda guerra mondiale, come la cappella della Crocetta, sul mare, e la torre di Bregalla, al confine con Albisola. Un monumento unico in sede locale è costituito dal mulino a vento già indicato, il cui corpo cilindrico è ancora oggi esistente ai Boschi e che può facilmente essere confuso con quello di una torre.

Attualmente l’economia e l’insediamento di Celle sono in massima parte incentrati sul turismo, come avviene in tutti i paesi marittimi della Riviera. L’entroterra si è mantenuto relativamente integro con estesi uliveti, resti di agricoltura tradizionale, boschi di querce o macchia mediterranea.

 

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